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Publishing skills

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Questo white paper è diretto ai formatori ed agli organizzatori di attività didattiche per studenti e ricercatori non di madre lingua inglese (NMLI).

Il documento intende promuovere decisioni consapevoli per l'acquisizione o lo sviluppo di programmi di formazione di comunicazione scientifica scritta per ricercatori sia in campo clinico che in scienze biomediche.

Competenze redazionali ed editoriali per gli articoli di ricerca biomedica e clinica:   Guida alle priorità formative

Valerie Matarese, Ph.D., UpTo infotechnologies, Vidor (TV), Italia

Leggete le prime sezioni di questo white paper:
- Introduzione
- Requisiti per la pubblicazione su riviste selettive
- Le sfide per gli autori italiani

Insegnamento della scrittura scientifica ad autori NMLI2

Le conoscenze redazionali ed editoriali per la pubblicazione dei lavori di ricerca (publishing skills) possono essere insegnate in contesti sia formali che informali, attraverso attività in classe, seminari, formazione a distanza e consulenza personalizzata. Le tecniche di base di scrittura professionale possono essere introdotte nella scuola secondaria, ma le abilità specifiche per la comunicazione scientifica si maturano durante il periodo universitario e post-universitario. Dal punto di vista del ricercatore, il fattore chiave sta nel controllo dei contenuti. Tutti gli altri fattori sono considerati di secondaria importanza. I paragrafi che seguono propongono le priorità e modalità di insegnamento delle publishing skills, in base ai profili professionali dei ricercatori-autori.

La priorità: il controllo dei contenuti

Alla conclusione di un periodo di sperimentazione e di analisi dei dati, il ricercatore procede alla stesura di un articolo che riporta il lavoro fatto e ne interpreta l'importanza. L'aspetto di scrittura più importante per il ricercatore è saper selezionare i contenuti dell'articolo, organizzarli e presentarli secondo le aspettative della comunità scientifica (e delle riviste selettive). Fare ciò in modo corretto richiede una buona conoscenza del processo sistematico di scrittura scientifica per la composizione di un articolo di ricerca nel formato IMRaD. Richiede inoltre una buona tecnica di citazione e parafrasi per poter discutere la nuova ricerca alla luce di quanto è già stato fatto.

Il momento ideale per imparare queste procedure di scrittura scientifica è durante gli studi di dottorato, poiché queste conoscenze sono fondamentali tanto per il conseguimento del titolo quanto per una carriera di successo in ricerca. Di conseguenza, si suggerisce che tutti i dottorandi frequentino un corso teorico-pratico di scrittura scientifica. Ai ricercatori che non hanno avuto questa possibilità si può proporre un corso intensivo oppure una serie di workshop per acquisire tali conoscenze. Per tutti è consigliata la redazione di relazioni scientifiche periodiche che, pur non rappresentando un testo ricco di risultati quale un articolo scientifico, rappresentano comunque un’opportunità di organizzare un documento secondo il formato IMRaD.

Per essere completamente in controllo dei contenuti, il ricercatore-autore deve capire ed aderire agli standard internazionali di comunicazione scientifica di qualità ed etica. Questo argomento può essere opportunamente trattato con dei seminari all'interno degli istituti di ricerca. Una fonte online che aiuta autori ad aggiornarsi in questo campo è www.equator-network.org. Sono anche disponibili traduzioni italiane della Dichiarazione di Helsinki e dei Requisiti di uniformità.

Competenze ausiliarie

La tecnica di comunicazione scientifica scritta è più facile da apprendere se accompagnata da un'abitudine alla lettura, che permette ai nuovi autori di familiarizzare con le esigenze dei lettori e con il genere specifico di scrittura. Agli studenti universitari dell'ultimo anno interessati ad una carriera nell’ambito della ricerca, si può proporre un corso introduttivo alla lettura della letteratura scientifica e si possono discutere alcuni articoli di ricerca in corsi avanzati di laboratorio. I dottorandi e i ricercatori all'inizio della loro carriera possono apprendere tecniche efficaci di lettura, come il browsing, un metodo veloce con cui si identificano i punti chiave di un articolo, se ne valuta in modo preliminare la qualità e si decide se vale la pena leggere o meno il documento. Per favorire l'acquisizione di una padronanza della valutazione critica, è suggerito che i ricercatori partecipino regolarmente a journal club, nei quali vengano presentati e commentati gli articoli pubblicati (il che avviene normalmente in molti istituti statunitensi, con la partecipazione di tutte le facoltà e di tutti gli studenti).

Conoscere i processi editoriali (ad es. peer review, indicizzazione su banche dati bibliografiche) e le tendenze nelle pubblicazioni scientifiche (ad es. accesso aperto) offre un utile supporto alla comunicazione scientifica. I giovani ricercatori a proprio agio con Internet sono in contatto con questi argomenti mentre i ricercatori più maturi possono avere difficoltà con la rapida evoluzione tecnologica nel campo. In queste aree, editor e soprattutto bibliotecari possono fornire formazione e supporto.

Infine, avere una buona conoscenza della grammatica e dello stile di scrittura accademica in inglese è essenziale per essere un autore indipendente, ma imparare una lingua dopo aver completato gli studi universitari richiede una disponibilità di tempo ed impegno che molti ricercatori non possono permettersi. Per ricercatori con difficoltà in inglese, un'assistenza personalizzata può essere più utile ed efficace che un corso linguistico. Quest'assistenza può essere fornita da dipartimenti di supporto linguistico all'interno degli istituti di ricerca, ma purtroppo solo alcuni istituti (raramente in Italia) offrono un tale servizio. In assenza di un supporto istituzionale, si possono superare le difficoltà linguistiche in diversi modi, ad esempio coinvolgendo colleghi più preparati in inglese oppure rivolgendosi a professionisti indipendenti quali traduttori (quando l'autore scrive nella lingua madre) ed editor (quando si abbozza il manoscritto in inglese). Si possono trovare ottimi editor scientifici tra i membri delle associazioni professionali, come la European Association of Science Editors, la European Medical Writers Association, e la Mediterranean Editors and Translators; quest'ultima mette a disposizione online una guida per selezionare consulenti di lingua inglese.

Continuate a leggere le sezioni successive:
- Offerte di formazione per autori NMLI
- Lettura consigliata

2NMLI, non di madre lingua italiana.


Valerie Matarese, Ph.D. © 2010.   Si può copiare e distribuire questo documento e usarlo per la produzioni di lavori derivativi purché venga citata la fonte: "Valerie Matarese, Ph.D. — Up To infotechnologies, Vidor (TV), Italia".
Documento creato 29 marzo 2010.

Scaricare il testo completo di questo white paper in formato PDF: Competenze redazionali ed editoriali.

Per ulteriori informazioni, si può contattare Dr.ssa Valerie Matarese a +39 - 0423 - 985191 o info @ uptoit.org